Vorrei fondare il Mipidd (Movimento intergalattico per il discorso diretto) o il Micvac (Movimento intergalattico contro le virgolette a cazzo). I soci forse non sarebbero molti, ma sarebbero sicuramente buoni e sarebbero tutti coloro che odiano titoli o testi (su giornali, tv, radio, internet, ovunque) fra virgolette, perché attribuiti a qualcuno, ma che nessuno ha mai detto perché sono le cosiddette "sintesi giornalistiche". Che è una bella espressione per far dire a qualcuno qualcosa che non ha mai detto. Avete presente quelle frasi tipo: "Io, nell'inferno del Pakistan" oppure "Juventus, arrivo!" oppure "Niente furbate, processo breve è priorità"? Pago una cena (anche due, crepi l'avarizia) a chi è in grado di dimostrarmi che un turista, un giocatore di calcio o un politico in questi giorni abbiano detto queste frasi, tutte tratte da titoli di giornali e tutte fra virgolette. Ho parlato di titoli, ma lo stesso ragionamento vale spesso per i testi, soprattutto per le interviste.
Lo so, dovrei cominciare dal sito di cui sono responsabile, lo dico io prima che me lo dicano altri. Si chiama predicare bene e razzolare male ed è indice di costumi radicati difficili da estirpare, oltre che di pigrizia. Quello delle virgolette e della precisione nel riportare le parole di una persona sembra un discorso secondario; io credo invece che porti dritto dritto ai principi fondamentali del giornalismo. E non è una bella consolazione sapere di essere in compagnia di nomi illustri.
Sull'argomento si vedano anche quattro illuminanti post di Mario Tedeschini-Lalli, che partono dall'intervista che nel 1972 Oriana Fallaci fece a Henry Kissinger: Fallaci - Kissinger 1, Fallaci - Kissinger 2 e Fallaci - Kissinger 3, oltre a Fino a che punto si può "sistemare" un 'intervista?.




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